Il corpo, l'ebrezza
L'ignoranza sentimentale
La carne svuotata di significato
La vittima sacrificale
Così diventi perché da secoli sei
La debole, l'oppressa, l'inferiore
La preda eterna, di deliri e di violenze
Quale giustizia sarà mai compiuta davvero per te
Mia cara donna?
Dai la vita, ti temono per questo
Ma la tua potenza
Anticamente riconosciuta
Viene masticata come un mito
Una macchietta irritante
Che mai più tornerà di moda
Così ti arrabatti come puoi per resistere
In questo mondo patriarcale
Ostile a questa definizione
Che regala ogni giorno a qualcuna di noi l'inferno
E siamo tutte stanche, sfinite, costrette
A trasformare la paura
Che possa accadere a noi
O a chi amiamo tanto
In occasione di riflessione, ammonimento, di solidarietà
Ma senza credere più che il rispetto sia reale, quotidiano, sincero
Non mascherato per comodità
Ma tu chi sei?
Angelo del focolare, dedita alla cura dei suoi cari
Sacrificio smisurato, crocerossina temeraria
Materna, non materna, casalinga disperata
Zitella acida, civetta, sciatta o dal fitness ossessionata
Strega, santa, mistica o sgualdrina
Amante dei ritocchi o solo dei balocchi
Chi sei, chi sei, dimmi un po' chi sei?
Antigone e Medea
Penelope e Cleopatra
Ipazia ed Artemisia
Lottavano da sole
Ma quante onde, quante onde da allora
Mary Wollstonecraft, Emmeline Pankhurst
E poi Simone De Beauvoir e Aleksandra Kollontaj
Dalle staffette partigiane a Rosa Parks
Dalle Madri di Plaza de Mayo a Franca Viola
Da Carla Lonzi a Betty Friedan a Bell Hooks
Quante onde, quante onde da allora
Per conquistare diritti e riconoscimenti
Che non hanno reso tutti gli uomini contenti
E quanti modelli abbiamo distrutto
Di seduzione e mistica della femminilità
Per ottenere la nostra libertà
E ora Donna Vita e Libertà
Per tutte quante, dal Sudan all'Iran
Schiacciata nel tuo ruolo
A casa non hai spazi
Ma con il gender gap
Guadagni sempre meno
Di chi non farà mai
I tuoi stessi salti
Per riuscire a lavorare
E a casa star sereno
Troppi maschi vincono sempre
Dentro e fuori casa
Ti irridono, sminuiscono, ti violentano
Ti deturpano corpo e anima
Ti annichiliscono
Ti condannano alla vergogna e alla follia
E hanno anche il coraggio di dire
Che te la sei cercata
Non tutti I maschi sono patriarchi
Ma anche I migliori
Ammetterai
Che devono fin da piccoli combattere
Quell'apparentemente innocua inclinazione
Alla gelosia, al controllo, al possesso, al catcalling
Che giorno per giorno ci mortifica
E ci lascia sole
A sprofondare in sensi di colpa
Per colpe che non abbiamo avuto mai
Antigone e Medea
Penelope e Cleopatra
Ipazia ed Artemisia
Lottavano da sole
Ma quante onde, quante onde da allora
Mary Wollstonecraft, Emmeline Pankhurst
E poi Simone De Beauvoir e Aleksandra Kollontaj
Dalle staffette partigiane a Rosa Parks
Dalle Madri di Plaza de Mayo a Franca Viola
Da Carla Lonzi a Betty Friedan a Bell Hooks
Quante onde, quante onde da allora
Per conquistare diritti e riconoscimenti
Che non hanno reso tutti gli uomini contenti
E quanti modelli abbiamo distrutto
Di seduzione e mistica della femminilità
Per ottenere la nostra libertà
E ora Donna Vita e Libertà
Per tutte quante, dal Sudan all'Iran
Forse ancora non lo sai
La lotta è permanente
Oggi otto marzo
Domani
E per sempre
Uhm ah uhn ah
"Devo guardare il mondo con un'altra ottica, un'altra logica
Altri metodi di conoscenza e di verifica"
Eh già
Ma perché devo sentirmi
Il peso del mondo addosso?
Cerco sorrisi che rimettono al mondo
Nel ritmo guasto di una società senza più umani
Ora, ci vorrebbe ora
Per non sentirmi inutile
Come un pomeriggio abulico
Passato con le forze in bilico
Stremate da lezioni esagerate
Per gioventù sgangherate
Che non hanno bisogno di me
Leggerezza, leggerezza
Planare sulle cose dall'alto
Non avere macigni sul cuore
Parole che Calvino non ha mai pronunciato
Ma la cui paternità forse avrebbe accettato
Leggerezza
La sola soluzione
Come una piuma
Come una carezza
Come un palloncino
Come uno sbaglio
Un errore piccolino
Qualcosa che ho commesso
Ma non ci penso adesso
Mi perdonerai, mi perdonerò?
Quel sentire un' allegria immotivata
E trovare sempre come rialzare lo sguardo
Perché il cielo è sempre più blu, più blu
E non occorre stare giù
Più di un minuto o poco più
Insostenibile
Quando diventa inconsistenza
Non ha a che fare con la strafottenza
È un esistere tra crepe e varchi
Ironie che sorreggono
E lacrime che si nascondono
Volevo scrivere, ragionare dell'universo
Addormentarmi come una nuvola di fumo in un morso
Di aria pesante, cupa, tetra
Che non ripara dalla miseria, non scalda la vita
E va sputata via
Per riprendere a sognare
Nuove strade meno amare
Con amici più vicini
Una casa e dei bambini
E il chiasso oltre I miei pensieri
Che da piombo si fanno più leggeri
Fino a giungere qui
Il letto è salvezza
Non trovo leggerezza
Migliore del cuscino
Sprofondo e poi cucino
Uhm ah uhm ah
Leggerezza, leggerezza
Planare sulle cose dall'alto
Non avere macigni sul cuore
Parole che Calvino non ha mai pronunciato
Ma la cui paternità forse avrebbe accettato
Leggerezza
La sola soluzione
Come una piuma
Come una carezza
Come un palloncino
Come uno sbaglio
Un errore piccolino
Qualcosa che ho commesso
Ma non ci penso adesso
Mi perdonerai, mi perdonerò
Ahi ahi ah
Ho I piedi distrutti
Le mani spaccate
Dal vento tagliente delle passeggiate
Che mi hanno aiutato a dimenticare
Quel torbido e folle farneticare
Che sento ogni giorno nella mia stanza
Tra mille ricordi e l'età che indòmita avanza
E accorcia I progetti, li rende coriandoli
Che lancio distratta ancora pensando
A te
Che di strada ne avresti fatta tanta con me
Ma dove sei adesso io non lo so
E saperlo, davvero, nemmeno lo voglio
Mi basta sognarti
L'amore è un imbroglio
Ahi ahi ah
Non è male semplicemente arrendersi
Meno di tre minuti per dirtelo
Decenni per comprenderlo
Maschere su maschere fino a trovare la mia faccia
Tra distacco e inettitudine non è detto che piaccia
Mentre il mondo finisce perché mai dovrei pensare
A te
Che di strada ne avresti fatta tanta con me
Ma dove sei adesso io non lo so
E saperlo, davvero, nemmeno lo voglio
E basta sognarti
L'ho scritto sul foglio
Preghiera della sera
Nella vita bisogna prendersi meno sul serio
Le spalle ricurve a seguire idiozie su guru, ricette di cucina e video di gattini
Mentre c'è chi sogna una notte senza bombe e senza paura per sè e I suoi vicini
Schizofrenia endemica
Strutturale al capitale
Che vive di apparenze perchè ha bisogno di catturare
In ogni momento la nostra attenzione
Per mantenerci quieti nella prigione
Ci vogliono ingordi e senza coraggio
Perfetti consumatori
Che si bevono anche il peggio
E in questa sera come le altre solo un po'più vuota
Penso che il destino è solo una gigantesca ruota
Ed allora ho scritto questa preghiera della sera
Per chi vive nel disincanto e per chi ancora spera
Sorgi sole per chi soffre in un letto d'ospedale senza conforto
E per I cari di chi in un ospedale a terra è morto
Sorgi per chi stanotte dormirà su una panchina
E per chi dalla stanza non vuole uscire
Nemmeno la mattina
Sorgi per chi ha smesso di parlare
E nasconde in uno sguardo fisso il suo dolore
Sorgi per chi ha scoperto un tradimento
Sorgi per chi ha deluso suo fratello
Sorgi per chi è stato licenziato
Sorgi per chi si sta perdendo dentro
Sorgi per chi sta vivendo tante discriminazioni
Perché a poco son servite dei diritti le dichiarazioni
Sorgi per chi con I debiti è infognato
Sorgi per la mamma che ha il figlio incarcerato
Sorgi per I ragazzi che si fanno I tagli
Perché non si perdonano degli altri gli sbagli
Sorgi per I riders che corrono ogni momento
E per tutti I lavoratori strozzati dallo sfruttamento
Sorgi per chi fugge da mondi devastati
Riscalda forte il cuore di tutti I disperati
Sorgi per le famiglie distrutte dalla guerra
Sorgi per chi non trova più la pace in questa terra
Sole, ricordati di noi
Vinti, perdenti, giovani e vecchi
Di ogni etnia, genere e religione
Se il diritto internazionale non lo fanno più valere
Tocca a te, caro sole, tornare a splendere
Vasta mente devastata
Appassisco nell'inazione
Ho rincorso tante Verità
Dissolvendomi nell'illusione
Porto l'attenzione sempre altrove
Quando c'è il sole e quando piove
Le ombre crescono in città
Ma dove si nasconde la verità?
Se siamo sempre in fuga da noi stessi
Scompaiono pensieri più complessi
Navighiamo nel divertissement
Con buona pace di Pascal
Canzone di oggi, di ieri e di domani
Insegnaci cosa vuol dire essere umani
"Tutto quel che so è che debbo presto morire
Ma quel che ignoro di più è, appunto
Questa stessa morte, che non posso evitare"
Il mistero dell'esistere e del morire
Ci interessa ancora?
Chi sa sprofondare nella noia
Un giorno intero o solo un'ora?
Se siamo sempre in fuga da noi stessi
Scompaiono pensieri più complessi
Navighiamo nel divertissement
Con buona pace di Pascal
Canzone di oggi, di ieri e di domani
Insegnaci cosa vuol dire essere umani
Non si è mai troppo vecchi
O troppo giovani per essere felici
Ma cosa ti serve per la felicità?
Stai in ansia sempre ad aspettarti
Che gli altri ti dicano che sei brava
Questa sete di riconoscimenti
È del tutto sterile e vacua
Dovresti pensare ai giovamenti
Che nascono dalle relazioni
Dimenticare tutti I turbamenti
Dell'ego e delle sue farneticazioni
Non sei tu la fonte primaria
Del caos che ti ruota intorno
Ma non sei neppure stella danzante
È giunto il momento di levarsi di torno
Lathe biòsas
Diceva Epicuro
Vivi nascosto
Vivi nascosta
Vivi nascosta
Resta latente
Senza temere
La morte e il dolore
Vivi nascosta
Cerca il piacere
Ma con ferma
Moderazione
E così questa dolce atarassia
Nessuno potrà portartela via
Degli svantaggi dell'esposizione
Pochi si preoccupano
Ma è in quest'autoestraneazione
Che gli umani si annientano
Nella furia ossessiva di crederti una diva
Diversa dagli altri, lontana dai tuoi cari
Cresce un gran disagio e coltivi bisogni superficiali
Fino a quando non esplodi in ribellione
Per ogni etichetta che ti è cucita addosso
E come una brava adolescente
Vuoi fermarti
E restare un po' nel fosso
Occorre sparire per ritrovarsi
A caccia di like
Poi non ti piaci più
Lathe biòsas
Diceva Epicuro
Vivi nascosto
Vivi nascosta
Vivi nascosta
Resta latente
Senza temere
La morte e il dolore
Vivi nascosta
Cerca il piacere
Ma con ferma
Moderazione
Occorre sparire per ritrovarsi
A caccia di like
Poi non ti piaci più
Non si è mai troppo vecchi
O troppo giovani per essere felici
Ma cosa ti serve per la felicità?
Troppi narcisisti idioti
Che si perdono
Che si perdono
Che si perdono
E non si perdonano mai
Quanti anni a vagare
Nell'universo
Dentro me
Mentre tu eri lontano
Impegnato a costruire
Una fama da ammirare
Di cultura e critica internazionale
Troppo rozza tra voi intellettuali
Troppo elevata in mezzo ai superficiali
Il disagio era il mio carapace
Solo a scuola conosco oggi la pace
Non c'è motivo
Dicevo ma mentivo
Chissà dove sarei adesso
Chissà
Posso solo immaginare
Il tuo scherno misto a disgusto
Per le strade che ho tentato
Ti sembrerò di certo provinciale
E alquanto triste
Ma è più facile far cantare una voce artificiale
Che prendersi il tempo che ci vuole per parlare
Raccontarsi le fatiche
La vecchiaia, le rinunce
Come soffre il nostro mondo
E come soffriamo noi
Non c'è motivo
Dicevo ma mentivo
Chissà dove sarei adesso
Chissà
Assolutizzavo tutto lo sai
Stupida figlia della media borghesia
Chiusa a casa per anestesia
Dall'ebrezza della vita e dai suoi errori
Che avrei potuto amare stando fuori
Cosa ho fatto ai miei vent'anni
Troppe angosce, troppi affanni
Totalmente inutili
Non c'è motivo
Dicevo ma mentivo
Chissà dove sarei adesso
Chissà
Forse si diventa più leggeri
Dopo aver messo a dieta
Quel dolore che divora
Per la sola ragione
Di non sapere perché siamo qui
Perché siamo ancora qui
Mentre molti sono andati già via
Ah ah ah
Non c'è motivo
Dicevo ma mentivo
Chissà dove sarei adesso
Chissà
Parole dolci, Parole amare, Parole oneste, Parole irritanti
Parole obsolete, Parole mute, Parole affogate, Parole volanti
Parole in giacenza, Parole svendute Parole prestate, Parole mai avute
Parole veleno, Parole medicina, Parole della sera e della mattina
Parole che segnano, Parole che graffiano
Parole che scappano
E a volte ritornano
Parole in attesa, Parole che danzano Parole ispirate, Parole che avanzano
Parole di carne
Parole di vento
Parole di pioggia
Parole di fuoco
Parole Parole
Parole divento
Uh uh
Parole insensate, Parole disarmate Parole dolorose, Parole agitate
Parole che uniscono, Parole confuse, Parole che piacciono
Parole escluse
Parole scoperte, Parole ingannevoli, Parole miraggio, Parole sgradevoli
Parole potenti, Parole ipocrite
Parole ai margini, Parole speciali
Parole che occultano parole originali
Parole chiave, Parole di roccia
Parole d'aprile e del fiore che sboccia
Parole sognate, Parole speranza
Parole che incantano
E che gettano in ansia
Parole di carne
Parole di vento
Parole di pioggia
Parole di fuoco
Parole Parole
Parole divento
Uh uh
Parole di sole, Parole di niente
Parole di getto, Parole spente
Parole maledette, Parole gentili Parole coraggiose, Parole più vili
Parole ribelli, Parole obbedienti Parole espressive, Parole tormenti
Parole denuncia, Parole di gloria
Parole di fame, Parole di storia
Parole mistero, Parole di nebbia
Parole inventate che il cielo spaventan
Parole umilianti, Parole incerte
Parole magiche, Parole scontate
Parole di seta, di pace e d'amore
Parole salvate e che sanno salvare
Parole di carne
Parole di vento
Parole di carne
Parole di fuoco
Parole Parole
Parole divento
Esiste l'umano oltre le parole?
A voi le prossime, io ne cerco di nuove.
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Non paga, ne ho realizzato un altro:
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