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| Monopteros, Englischer Garten, Monaco |
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| Il Reno dal finestrino |
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| Alexander Platz, Berlino |
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| Topografia del Terrore, Berlino |
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| Verso Genova |
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| Porto Antico di Genova |
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| Genova |
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| Genova |
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| Visioni svizzere dal finestrino |
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| Lo Schloss di Heidelberg |
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| Memoriale Sinti e Rom, Berlino |
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| Memoriale Sinti e Rom, Berlino |
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| Monumento ai membri del Reichstag perseguitati o uccisi dai nazisti |
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| Memoriale per gli ebrei assassinati d'Europa |
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| Gendarmenmarkt, Berlino |
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| Berlino |
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| Il Duomo di Berlino |
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| Jüdisches Museum, Berlino |
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| Jüdisches Museum, Berlino |
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| Jüdisches Museum, Berlino |
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| Jüdisches Museum, Berlino |
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| Jüdisches Museum, Berlino |
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| Fernsehturm e S.Nikolai |
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| Museum fur Naturkunde, Berlino |
Museum fur Naturkunde, Berlino
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| Museum fur Naturkunde, Berlino |
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| Museum fur Naturkunde, Berlino |
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| Norimberga |
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| Fontana bella, Norimberga |
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| Fontana bella, Norimberga |
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Norimberga
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| Marienplatz, Monaco di Baviera |
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| Englischer Garten, Monaco |
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| Englischer Garten, Monaco |
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| Englischer Garten, Monaco |
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| Palazzo di Nymbenburg, Monaco |
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Palazzo di Nymphenburg, Monaco
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Giardini del Palazzo di Nymphenburg, Monaco
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Giardini del Palazzo di Nymphenburg, Monaco
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Giardini del Palazzo di Nymbenburg, Monaco
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Giardini del Palazzo di Nymphenburg, Monaco
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| Dettaglio monacense |
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| Monaco |
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| Cattedrale di Monaco |
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| Cattedrale di Monaco |
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| Englischer Garten, Monaco |
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| Il Reno |
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| Paesaggi svizzeri |
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| Paesaggi toscani |
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| Paesaggi aretini |
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| Napoli |
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| Napoli |
Disincagliare la vita dalle rovine poderose di ambizioni spropositate, come letture senza fine e visioni di volti da ritrovare ad ogni costo e film e serie da completare in modo burrascoso, quasi dovessi timbrare con ansia un cartellino per dire "ce l'ho fatta!".
Le vacanze devono essere vuote di doveri e di superflue impalcature generate dalla società.
Sono il tempo della riscoperta contro la civiltà e la sua perdurante espressione tirannica e opprimente;
la muraglia contro i pregiudizi e le finzioni; l'oasi in cui concedersi cortili e negligenze, pigrizia e voluttà senza mai sentirsi in colpa.
Perché, dunque, trascino con me improprie inquietudini invernali, non gioendo pienamente delle mie fortune e dei miei immensi privilegi?
musica musica musica
Estate
Silenzio
Natura
I ricordi si fanno sfumati,
vedo il cielo nei sogni annacquati
Possa quest'estate liberarmi dell'ansia che Impera in me
(scritta a giugno 2026)
Sono tornata ieri da una bellissima vacanza con la mia famiglia. Sono stata per mari, strade e autostrade, lontana dai social e da quanto accadeva nel mondo, ma mentre ero lontana sono andate via due persone a me care.
Essere, non essere, partire, lasciare. Dilemmi esistenziali consueti tornano più forti che mai in quest'estate dall'afa insostenibile e implacabile, che inquieta per le prospettive che si aprono e spegne lucidità e fantasia.
Senso che sfugge, tristezza che incombe, rimpianti per non avere cercato, dolore per non aver trattenuto in modo adeguato sconfinano in una permanente sensazione di irrealtà.
Siamo mai davvero nel posto in cui siamo?
Torniamo ad essere se veniamo pensati? E chi non c'è più, torna veramente a vivere nei nostri racconti e nelle nostre meditazioni solitarie?
O siamo condannati a monologhi perpetui in questa tragica esistenza che interrompe all'improvviso corsi, ruscelli giovani e meno giovani, senza chiare indicazioni e poche, deboli garanzie sull'amore e la stima che abbiamo conosciuto insieme e oggi pare naufragare in un puzzle incompleto di voci, corrispondenze, immagini e memorie labili che dannano chi resta?
La mia vuole comunque essere un'ode alla bellezza del viaggio.
È in viaggio che torni ad imparare quanto il mondo sia grande e quanto piccola sia tu. Quanto le abitudini contratte nella quotidianità ammalino, impoveriscano di tempo prezioso da donare agli altri e ci facciano diventare nevrotiche e nevrotici, piene/i di insoddisfazione. Il solo modo per allargare l'orizzonte è sempre la conoscenza, la sola maniera per restare umani la sensibilità e la grazia, che non confonda più privato e pubblico e metta in evidenza stabilmente i legami di amicizia e di amore che vanno curati sempre, anche a distanza, come piantine che hanno bisogno del nostro costante interesse per vivere.
E poi è dalle visioni attente di altre città che nascono progetti, desideri di cambiamento personale e collettivo.
Quindici giorni lontani da social e caldo e in prossimità di scoperte teutoniche (Heidelberg, Gottinga, Berlino, Norimberga, Monaco) sono stati una ricchezza.
I berlinesi fanno sempre i conti con la loro storia e ne scrivono continuamente una nuova di socievolezza, apertura, rispetto del verde, dell'infanzia e di ogni minoranza. La ferita dell'esclusione folle su cui si è costruita una propaganda nazista e tutto il terrore che ne è derivato, insieme al tormento della separazione dai concittadini a causa del muro, hanno reso Berlino una città particolarmente motivata a evitare nuove catastrofi. Ogni volta che torno la ritrovo bellissima.
Siamo andati via il giorno prima dell'attentato del Pride che spero tanto non mini la sua straordinaria apertura cosmopolita.
E basta, non scrivo più niente. Preferisco vivere e riassaporare conversando ciò che il viaggio imprime nell'anima e non si può con facilità comunicare.
Si torna in cammino, dunque, a inseguire la giusta prospettiva con cui guardare il mondo e sé stessi, senza prendersi mai più troppo sul serio. Ché fermi, dritti, storti o in viaggio, siamo tutti di passaggio.
E fragili custodi di tracce che ricordano quanto fosse profondamente vero quel brano di Saramago che il mio amico G.R., anche lui prematuramente scomparso, portava con sé nel portafoglio e ho già ricordato proprio in sua memoria, ma va ribadito ancora una volta (dovrei stamparmelo anch'io):
«Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si era visto in estate, veder di giorno quel che si era visto di notte, con il sole dove prima pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui posti già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre »
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| Gendarmenmarkt, Berlino |
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Gendarmenmarkt, Berlino
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Gendarmenmarkt, Berlino
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Gendarmenmarkt, Berlino
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Gendarmenmarkt, Berlino
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| Berlin |
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| Worte und Wasser, Berlino |
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| Il re dei segni zodiacali, Neues Museum, Berlino |
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Neues Museum, Berlino
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Neues Museum, Berlino
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Neues Museum, Berlino
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| Monaco |
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| Englischer Garten, Monaco |
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| Englischer Garten, Monaco |
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| Castello di Nymphenburg, Monaco |
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