Il 2026 è iniziato con la strage di Crans- Montana, figlia della violazione di un diritto fondamentale che è quello alla sicurezza, ed è proseguito pochissimi giorni dopo con la violazione trumpiana del diritto internazionale con il rapimento del Presidente Maduro in Venezuela e poi con la violazione a Minneapolis del diritto di vigilare -completamente disarmati, com'era Renée Good- sull'operato di un corpo glaciale anche nella denominazione, ICE, che in America ha piena facoltà di uccidere a bruciapelo senza doversi sottoporre ad alcun processo.
Sbigottiti e increduli, nel giro di pochissimi giorni abbiamo appreso che il Presidente degli Stati Uniti d'America non ha bisogno del diritto internazionale perché a lui basta la sua moralità e che il corpo che a lui obbedisce gode di assoluta immunità.
Nel panorama sempre più allarmante in cui, giorno dopo giorno, vengono erosi diritti individuali e internazionali, assistiamo a dinamiche che richiamano in modo inquietante le manovre di regime degli anni Venti e Trenta del secolo scorso, sebbene i luoghi di sperimentazione totalitaria rispetto a cent'anni fa siano in parte diversi.
Il dibattito intorno ai diritti è cruciale se si vuole tenere vivo il solo orizzonte possibile entro cui ragionare del nostro presente e del nostro futuro: la democrazia.
Come ho già scritto su facebook, nei giorni scorsi ho partecipato con una delegazione di miei allievi ad un incontro sul diritto minorile, in cui i minori stessi sono stati protagonisti di fertili discussioni su questo tema tanto esteso, quanto troppo trascurato. Non è mai superfluo ricordare quanto la democrazia sia - mi cito- "l'esito di un percorso travagliato, che ha smantellato a suon di rivoluzioni un Ancièn Régime fondato sulla diseguaglianza e sul privilegio di clero e nobiltà.
Comprendere di far parte di uno Stato di diritto vuol dire promuovere il riconoscimento della persona contro la logica dell’esposizione, dello sfruttamento e del controllo esercitati da poteri o algoritmi interessati solo al profitto e incapaci di avere davvero a cuore l'essere umano."
Se questi diritti, già fragili costitutivamente, vengono indeboliti drammaticamente da un Potere sempre meno attento a preservare la loro forza e perciò sempre meno democratico, cosa spetta a noi cittadini, se non una riconquista democratica?
Il modello Trump rappresenta l'antidemocrazia e può essere guardato con favore solamente da chi, in cuor suo, democratico non è.
Ma noi siamo davvero capaci di difendere ciò che abbiamo conquistato con fatica e dolore, o ci accontentiamo di consumare un eterno dibattito confinato nello spazio sterile dei social, come facciamo da più di un quindicennio?
Riprendersi fisicamente le piazze del nostro Paese non è facile.
Questo è un Paese nato disunito e che ha conosciuto — in modo diseguale — momenti di grande slancio civile e stagioni di profonda barbarie. Eppure, oggi più che mai, ogni cittadina e ogni cittadino dovrebbe riconoscere nella lotta partigiana la propria essenza più autentica e il più potente antidoto contro ogni deriva fascista.
Non dobbiamo essere servi di nessun capo o capetto che, abusando del proprio potere, discrimina e viola i diritti, trattandoci come inetti senza voce.
 |
| Censimenti sospetti |
Se non è stata definitivamente ridotta a carta igienica, la Costituzione continua a proteggerci:
ci difende tanto dai colpi di testa autoritari, quanto dal calpestio - subdolo o plateale- dei diritti fondamentali su cui si fonda da oltre ottant’anni la nostra Repubblica.
Ma davvero non la volete manco centenaria, questa democrazia?
Facciamolo, allora, uno sforzo. Coraggio!
Votarla non è stata una scelta intelligente, ma la domanda resta aperta e urgente: quando Giorgia terminerà il suo mandato, ci sarà ancora una democrazia da salvare?
Che l'opposizione si dia una smossa e torni a parlare a e con tutti i lavoratori sfruttati che, spremuti e al limite di ogni sopportazione, rischiano di manifestare le loro simpatie per chi non ha nessuna visione vicina alla classe lavoratrice in mente, ma solamente tanta demagogia con cui mantenere il potere.
Neutralizziamo queste derive fasciste! Basta tollerare il ritorno di pratiche e linguaggi nauseanti!
Giù le mani dalla democrazia!
Contro questi venti di guerra pericolosissimi che stanno tirando senza nemmeno mascherarsi più, occorre ribadire con fermezza che difendere la democrazia è la sola alternativa che ci rimane per non conoscere la distruzione totale.
Commenti
Posta un commento