Stamattina i ragazzi dell’Ascione, accompagnati dalla professoressa Chiara Vella e dalla sottoscritta, hanno partecipato insieme a diverse scuole secondarie palermitane a un evento organizzato dal Sole Ventiquattrore al Teatro Massimo: Gli Stati generali della Cultura 2025.
Suddiviso in diverse sezioni che hanno approfondito varie tematiche per fare il punto sullo stato della cultura, l’incontro è stato una lunga maratona che ha visto succedersi gli interventi di una pletora di assessori, direttori, operatori del mondo della cultura, imprenditori, docenti e giovani artisti.
Dopo i saluti istituzionali anche del Sindaco La Galla, c’è stato chi ha rimarcato l’impegno a farsi promotori non di una cultura della forza, ma della forza della cultura, sottolineando il valore della celebre epigrafe posta sul frontone del teatro che recita:
"L'arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l'avvenire".
E c’è stato chi, come l’assessore Maurizio Carta, ha enfatizzato la necessità di emanciparsi dalla “lunga agonia del Novecento” per imparare a vivere in maniera contemporanea i luoghi della cultura, eliminando barriere e ripensandone gli spazi e le funzioni.
È stato anche discusso il tema della creatività tra arte e design, e abbiamo potuto ascoltare Alberto Cavalli- Direttore Esecutivo della Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship e direttore Generale Homo Faber Event - tessere l’elogio delle mani, la cui sapienza rischia di essere perduta. Ammirevole anche l’intervento di Laura Nocito, maestra d’arte e mestiere, che ha fatto della sua passione per la lavorazione dei gioielli un mestiere volto alla scoperta e valorizzazione del corallo di Sciacca.
L’editore Antonio Sellerio ha svelato un’interessante aneddotica intorno a Camilleri, il quale, oltre a essere- com’è noto- sempre allegro e divertente, era un professionista impeccabile, puntuale e preciso nelle consegne dei suoi illustri lavori.
Sebbene non sia stato previsto un momento di dibattito vero e proprio, la ricchezza degli argomenti ha suscitato numerose riflessioni e non sono mancate iniziative da cui prendere spunto per coltivare una pedagogia della bellezza. Se infatti, come ha detto Daniele Pitteri, saggista e sovrintendente della fondazione INDA, la bellezza da sola non salverà il mondo e forse lo scopo dell’arte è proprio quello di essere disturbante, è anche vero però, come hanno ricordato gli ultimi due relatori, Maranghi e Piccinnini, conduttori di “Almanacco di Bellezza”, che come diceva Nietzsche “la vita senza musica sarebbe un errore” (frase che spesso cito anch'io) e la bellezza rimane necessaria nella vita di ogni generazione.
I nostri ragazzi sono stati partecipi e attenti, tanto da venire elogiati dalla maschera che ha fatto i complimenti alle docenti accompagnatrici per la loro educazione.
Almeno i nostri non dormivano!
Viva la Bellezza, viva l’Ascione!



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